Collezionare · · 3 minuti di lettura
Come conservare e pulire un dipinto a olio o acrilico
Polvere, luce, umidità, sbalzi di temperatura: i nemici di un quadro e le semplici regole per proteggerlo e farlo durare nel tempo. Cosa fare e, soprattutto, cosa non fare.
Un dipinto ben eseguito può attraversare i secoli, a patto di trattarlo con un minimo di cura. Le buone notizie: le regole sono poche e semplici. La cattiva notizia: molti danni nascono proprio da interventi fatti con le migliori intenzioni, come un panno umido o un detergente “delicato”. Vediamo come comportarsi.
I nemici di un quadro
La luce diretta
I raggi ultravioletti del sole sbiadiscono lentamente i pigmenti, soprattutto i rossi e i colori più delicati. Il danno è lento ma irreversibile. Evita di appendere le opere su pareti colpite dal sole diretto, e fai attenzione anche alla luce che entra da una finestra di fronte.
L’umidità
Tele e telai di legno reagiscono all’umidità: la tela si allenta e si tende, il legno si muove. Un’umidità eccessiva favorisce muffe e macchie. Evita bagni, cucine e muri perimetrali umidi. L’ideale è un ambiente con umidità relativa intorno al 45–55%.
Gli sbalzi di temperatura
Non appendere un quadro sopra un termosifone, un camino o vicino a un condizionatore. Il calore secco e i continui sbalzi fanno contrarre e dilatare la pellicola pittorica e, nel tempo, possono provocare crepe. Il fumo e la fuliggine del camino, inoltre, sporcano la superficie.
La polvere e il fumo
La polvere si deposita lentamente e opacizza i colori. Il fumo di sigaretta lascia un velo giallastro difficile da rimuovere.
Come spolverare un dipinto
La manutenzione ordinaria si limita a una cosa: spolverare con delicatezza, ogni tanto.
- Usa un pennello morbido e asciutto, largo, a setole naturali (per esempio un pennello da trucco pulito o da doratura).
- Muovi il pennello con leggerezza, dall’alto verso il basso, senza premere.
- Su superfici molto materiche procedi con ancora più cura, per non impigliare le setole nei rilievi.
Tutto qui. Non serve altro.
Cosa NON fare mai
Questa è la parte più importante.
- Niente acqua, né panni umidi: l’acqua può penetrare nelle crepe invisibili e gonfiare la preparazione sottostante.
- Niente detersivi, sgrassatori, alcol, prodotti per i vetri o per i mobili.
- Niente rimedi della nonna: patate, pane, latte, saliva. Circolano molti consigli online: sono tutti pericolosi.
- Niente panni in microfibra o piumini sintetici: possono graffiare o lasciare residui elettrostatici.
- Non toccare la superficie con le dita: il sebo della pelle lascia aloni che attirano la polvere.
Se il quadro è davvero sporco o danneggiato
Se un dipinto è annerito, ingiallito, presenta crepe, sollevamenti di colore o strappi della tela, l’unica scelta giusta è rivolgersi a un restauratore professionista. Un intervento sbagliato può causare danni molto più gravi del problema iniziale. Lo stesso vale per la rimozione di una vecchia vernice ingiallita.
La vernice finale
Molti dipinti, a olio e acrilico, ricevono alla fine una vernice protettiva. Serve a uniformare la brillantezza della superficie e a proteggere il colore da polvere e inquinamento. La vernice è pensata per essere rimossa e rinnovata dal restauratore nel corso degli anni, senza toccare la pittura sottostante.
Per gli oli, la verniciatura si fa solo quando il colore è asciutto anche in profondità: di solito dopo 6–12 mesi dalla fine del quadro.
Come maneggiare e spostare un quadro
- Afferra sempre il quadro per i lati del telaio o della cornice, con due mani, mai dall’alto.
- Non appoggiare oggetti contro la tela, nemmeno sul retro: anche una leggera pressione può lasciare un segno sulla superficie dipinta.
- Per un trasloco, proteggi la superficie con carta velina o glassine (mai pellicola a contatto diretto), poi con cartone e pluriball, e trasporta il quadro in verticale.
Come conservare un quadro non esposto
Se devi riporre un dipinto per un periodo:
- conservalo in verticale, mai sdraiato con oggetti sopra;
- scegli una stanza asciutta e a temperatura stabile: no cantine, no soffitte;
- coprilo con un telo di cotone traspirante, non con la plastica, che trattiene l’umidità.
In sintesi
Un quadro chiede poco: un muro asciutto, lontano dal sole e dalle fonti di calore, e una spolverata leggera ogni tanto. In cambio offre anni, anche secoli, di bellezza.
Se hai acquistato un’opera di Antonio Di Cristofaro e hai dubbi sulla sua conservazione, puoi scrivere direttamente all’artista.
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Antonio Di Cristofaro
Pittore a Castelnuovo Vomano, in Abruzzo. Scrive nel diario di tecnica, colore e del mestiere di dipingere.