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Riflessioni · · 3 minuti di lettura

Poesia e pittura: perché le parole e i colori si cercano da sempre

Da Orazio a Michelangelo, da William Blake ai poeti-pittori del Novecento: storia di un dialogo antico tra due arti sorelle, e di cosa succede quando un quadro e una poesia nascono insieme.

Dettaglio di Pianura al tramonto: fasce di rosso, giallo e verde sotto un cielo verde

Su questo sito molti quadri hanno accanto una poesia. Non è una decorazione né una didascalia: è un altro modo di dire la stessa cosa. Un modo che arriva dove il colore non arriva, e viceversa. Questo dialogo tra parole e immagini ha una storia lunghissima: vale la pena raccontarla.

“Ut pictura poesis”

Più di duemila anni fa il poeta latino Orazio scrisse, nella sua Ars poetica, tre parole destinate a una lunga fortuna: ut pictura poesis, “come la pittura, così la poesia”. Voleva dire che una poesia si può guardare come un quadro: alcune vanno viste da vicino, altre da lontano, alcune piacciono una volta sola, altre ogni volta di più.

Ancora prima, secondo Plutarco, il poeta greco Simonide aveva detto che “la pittura è poesia muta, e la poesia è pittura che parla”. Per secoli artisti e teorici hanno discusso di questo rapporto: quale delle due arti fosse superiore, cosa potesse fare l’una che l’altra non poteva.

Il paragone di Leonardo

Nel Rinascimento la discussione si fece accesa. Leonardo da Vinci dedicò pagine appassionate al cosiddetto paragone tra le arti. Per lui la pittura era superiore: mostra tutto in un solo istante, mentre la poesia ha bisogno del tempo per dispiegarsi, parola dopo parola.

Ma proprio questa differenza è ciò che rende le due arti complementari. Il quadro è simultaneo, la poesia è sequenza. Il quadro ci mostra un mondo intero in un colpo d’occhio; la poesia ci accompagna dentro quel mondo un passo alla volta.

Artisti con due voci

Nella storia molti artisti hanno praticato entrambe le arti.

  • Michelangelo scrisse quasi trecento poesie: sonetti e madrigali intensi, spesso dolenti, che rivelano un uomo molto diverso dal titano della Cappella Sistina.
  • William Blake, poeta e incisore inglese, creò libri in cui testo e immagine erano un’unica opera, dipinta e scritta a mano sulla stessa lastra.
  • Dante Gabriel Rossetti, nell’Ottocento, scriveva sonetti per i propri quadri e a volte li dipingeva direttamente sulla cornice.
  • Nel Novecento le avanguardie mescolarono continuamente le due arti: i futuristi con le parole in libertà, i surrealisti con i loro giochi di immagini e versi.

L’ekphrasis: scrivere davanti a un’immagine

I Greci avevano anche una parola per la poesia che descrive un’opera d’arte: ekphrasis. Il primo grande esempio è nell’Iliade, dove Omero descrive per decine di versi lo scudo forgiato da Efesto per Achille.

Da allora i poeti non hanno mai smesso di scrivere davanti ai quadri. Lo hanno fatto Keats con la sua Ode su un’urna greca, Auden con i versi sulla Caduta di Icaro di Bruegel, e moltissimi altri. Scrivere davanti a un quadro è un modo di guardarlo più a lungo.

Cosa succede quando nascono insieme

C’è però una situazione diversa, più rara: quando lo stesso artista crea un quadro e una poesia insieme, come due facce della stessa esperienza.

A volte nasce prima l’immagine, e le parole arrivano dopo, quasi a spiegarla a se stessi. A volte nasce prima un verso, e il quadro prova a dargli un colore. A volte le due cose crescono insieme, si influenzano, si correggono a vicenda.

Il risultato non è una poesia che descrive il quadro, né un quadro che illustra la poesia. Sono due traduzioni della stessa emozione in due lingue diverse. Chi le incontra insieme riceve qualcosa in più: il quadro dà un corpo alle parole, le parole danno una voce al quadro.

Come leggere un quadro con la sua poesia

Un piccolo suggerimento per chi visita queste pagine:

  1. Guarda prima il quadro, in silenzio, senza leggere nulla. Lasciati colpire dai colori e dalla composizione.
  2. Poi leggi la poesia, lentamente, magari a voce bassa.
  3. Torna al quadro. Noterai cose che prima non avevi visto: un dettaglio, una sfumatura, un’atmosfera.

È un esercizio semplice, che trasforma una visita in un’esperienza. Puoi provarlo con le poesie di questo sito che accompagnano un’opera.

  • poesia
  • pittura
  • storia dell'arte
  • ekphrasis
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Antonio Di Cristofaro

Pittore a Castelnuovo Vomano, in Abruzzo. Scrive nel diario di tecnica, colore e del mestiere di dipingere.

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