Opere · · 3 minuti di lettura
Colature e dripping: quando il colore sceglie la propria strada
Da Jackson Pollock alla pittura acrilica contemporanea: storia, tecnica e significato delle colature, il gesto con cui il pittore lascia che sia la materia a decidere l'ultimo tratto.
Ci sono quadri in cui ogni segno è deciso dalla mano del pittore. E ce ne sono altri in cui la mano a un certo punto si ritrae e lascia fare al colore: lo lascia cadere, scorrere, gocciolare, mescolarsi. Sono le colature, uno dei gesti più affascinanti e fraintesi della pittura moderna. Nel catalogo di Antonio Di Cristofaro occupano un’intera collezione.
Un po’ di storia
Le colature esistevano anche prima, come incidenti da correggere. Diventano un linguaggio nel Novecento.
Negli anni Quaranta il pittore americano Jackson Pollock comincia a stendere le tele sul pavimento dello studio e a far gocciolare il colore dall’alto, con bastoncini, pennelli induriti, barattoli forati. Gira intorno alla tela, ci entra dentro, la attraversa con il corpo. Nasce il dripping (dall’inglese to drip, gocciolare), e con lui l’Action Painting: la pittura come azione, come traccia di un movimento.
Pollock non era solo. In America e in Europa molti artisti esplorano negli stessi anni il gesto, la materia, il caso: è la stagione dell’espressionismo astratto e, in Europa, dell’Informale, che in Italia ha protagonisti come Emilio Vedova e Afro.
Caso o controllo?
L’obiezione più comune è che le colature siano “casuali”, e quindi facili. È un equivoco.
Il pittore decide moltissime cose: il colore, la densità, la quantità, l’altezza da cui cade, la velocità del gesto, la direzione, il momento in cui fermarsi, cosa coprire e cosa lasciare. Quello che non decide è la forma esatta di ogni goccia, di ogni rivolo. È un dialogo tra intenzione e materia, in cui la materia ha diritto di parola.
Pollock stesso rispondeva così a chi gli parlava di caso: “Posso controllare il flusso della pittura. Non c’è nessun incidente.”
La tecnica con l’acrilico
L’acrilico si presta particolarmente bene alle colature, perché:
- si diluisce facilmente fino alla consistenza voluta, con acqua o con un medium fluido;
- asciuga in tempi rapidi, permettendo di sovrapporre più passaggi nella stessa giornata;
- una volta asciutto resta elastico e non si crepa, anche quando gli strati sono spessi.
La consistenza del colore è tutto. Troppo denso, non scorre e forma grumi; troppo liquido, si allarga in macchie senza forma. Per ottenere linee continue, che tengano il disegno, il colore deve avere più o meno la densità del miele o di una crema liquida.
Ci sono diversi modi di procedere:
- dall’alto, facendo gocciolare il colore da un bastoncino o da un pennello sulla tela stesa in piano, come in Sottobosco;
- per scorrimento, inclinando la tela e lasciando che il colore scivoli, come nelle linee parallele di Il senso dell’equilibrio;
- con un percorso guidato, versando il colore da un contenitore con un beccuccio lungo una traiettoria precisa, come nelle spirali di Cuoricini che battono o nelle radici di Radici d’estate.
Cosa guardare in un quadro a colature
Davanti a un’opera di questo tipo vale la pena avvicinarsi.
- Gli spessori: le linee non sono uniformi. Dove il gesto rallenta la linea si ingrossa e forma gocce; dove accelera si assottiglia fino a sparire.
- Le sovrapposizioni: si può ricostruire l’ordine in cui i colori sono stati stesi, come gli strati di un terreno.
- I bordi: dove due colori ancora freschi si incontrano, si mescolano e si increspano in modo imprevedibile.
- Il ritmo complessivo: allontanandosi, le singole linee scompaiono e resta un movimento, una vibrazione, quasi una musica.
Ordine e gesto
Nelle opere di questa collezione c’è spesso un dialogo tra una struttura ordinata e la libertà della colatura. In Radici d’estate le fasce orizzontali del fondo sono rigorose e parallele; le colature verticali le attraversano libere e vive. In Il senso dell’equilibrio la regola è la riga orizzontale, ma nessuna riga è uguale all’altra.
È forse questo il senso più profondo della colatura: mostrare che ordine e libertà non sono nemici, e che la bellezza nasce proprio dal loro incontro.
Puoi vedere tutte le opere di questa ricerca nella collezione Colature e gesto.
- dripping
- colature
- Pollock
- pittura acrilica
- espressionismo astratto
Antonio Di Cristofaro
Pittore a Castelnuovo Vomano, in Abruzzo. Scrive nel diario di tecnica, colore e del mestiere di dipingere.