Dopo la libertà del gesto, il rigore della forma. In questa collezione la tela si organizza secondo una griglia invisibile: cerchi, mezze lune, quadrati divisi in due colori, disposti con simmetrie precise, quasi come le tessere di un mosaico o i simboli di un alfabeto antico.
La materia, però, non è mai fredda. Il colore acrilico è arricchito da una superficie granulosa e brillante che cattura la luce: le opere cambiano aspetto secondo l’ora del giorno e la posizione di chi guarda, scintillano sotto una lampada, si fanno opache e vellutate alla luce naturale.
Sono quadri che dialogano con la grande tradizione dell’astrazione geometrica — da Kandinskij all’arte ottica — ma con un calore artigianale, imperfetto, che li rende vivi. Al centro di molte composizioni c’è un cerchio più grande, un sole o un occhio, attorno al quale tutto ruota.