In queste opere la superficie è protagonista. Il colore acrilico viene steso in strati che reagiscono tra loro: si ritirano, si aprono in sottili crepe dorate, si mescolano formando isole, venature, maree. È una pittura che sembra vista dall’alto, come una carta geografica di terre immaginarie.
Il paesaggio non è mai descritto, ma evocato. Una macchia rossa diventa un’isola vulcanica; una forma scura che si ramifica diventa un albero sommerso; fasce orizzontali di verde, rosso e giallo diventano una pianura nell’ora del tramonto.
Chi guarda è invitato a completare il quadro con la propria immaginazione: ognuno vi trova un luogo diverso, spesso un luogo della memoria.